In questo nostro nuovo articolo vogliamo spiegarti meglio l’argomento di rimozione del tetto in eternit ed in particolare:

Normative e obblighi rimozione tetti in eternit

Disporre in casa di un tetto in eternit significa mettere a rischio la propria salute e quella dei componenti della famiglia.

Si tratta di un materiale a base di silicio ottenuto con una serie di fasci di fibre molto lunghe che possono essere flessibili o rigide a seconda del caso.

La sua pericolosità è legata al fenomeno di sgretolamento e relativo rilascio nell’aria alle cosiddette polveri sottili che possono essere inalate da una persona.

Purtroppo i danni sono molto rilevanti qualora queste polveri sottili arrivino nei polmoni come del resto confermano tanti studi scientifici dai quali sono emerse correlazioni tra l’amianto e l’insorgere di patologie. In passato questo materiale veniva utilizzato principalmente come isolante oppure per realizzare i tetti.

Nonostante siano ormai diversi anni che sia stato bandito l’utilizzo di Eternit in Italia, ci sono sul territorio nazionale tanti edifici che presentano ancora oggi questo materiale. Non a caso esistono normative e obblighi rimozione tetti in eternit e di altri elementi come le canne fumarie.

La legge italiana prevede innanzitutto l’obbligo da parte del proprietario di un edificio nel quale sono presenti parti strutturali in eternit, nel segnalarlo al distretto dell’Azienda Sanitaria Locale territorialmente competente.

La segnalazione della presenza di eternit è il primo passo per dare avvio alla procedura che permetterà di smaltire correttamente secondo quanto previsto dalle normative e senza alcun rischio per le persone.

Va anche sottolineato che non sempre c’è l’obbligo rimozione tetti in eternit o altre parti della struttura, ma bisogna effettuare una valutazione oggettiva da parte di un tecnico qualificato come quelli a disposizione di Fenice Srl – Ecologia Ambiente.

In aggiunta c’è l’obbligo di segnalazione non solo per i proprietari privati di un appartamento o di una villetta di campagna, ma anche e soprattutto degli enti pubblici che si ritrovano a gestire scuole, ospedali e palestre.

Tra l’altro qualora ci si dovesse accorgere che un proprio vicino di casa stia soprassedendo sulla presenza di amianto nella sua proprietà, bisogna denunciare il tutto presso l’ASL perché è un proprio diritto per tutelare la salute.

La normativa in qualsiasi caso prevede comunque l’attivazione dell’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente che procederà con una serie di accertamenti per verificare se sia necessario o meno procedere con la rimozione del tetto in ethernet o con azioni conservative come nel caso dell’incapsulamento delle parti in ethernet per assicurare che nell’ambiente non ci sia il rilascio di polveri sottili.

Dunque si tratta di una materia piuttosto articolata e complessa che necessita di competenze specifiche per poter gestire il tutto correttamente nel pieno rispetto della legge e per tutelare la salute delle persone.

Tetto in eternit come riconoscerlo

Le normative prevedono sul tetto eternit un obbligo di rimozione soltanto in determinate situazioni mentre va comunque segnalata la presenza affinché il tutto venga gestito correttamente.

A questo punto la domanda sorge spontanea: il tetto eternit come riconoscerlo?

Purtroppo a un occhio inesperto che non ha costantemente a che fare con l’amianto, risulta abbastanza difficile riuscire a individuare con precisione l’eventuale presenza del materiale.

Un piccolo aiuto lo si ottiene dai dati specifici della propria costruzione partendo dall’anno in cui è stato prodotto quel manufatto che nel caso specifico ha permesso di realizzare il tetto.

In linea di massima se la tettoia o il tetto è stato acquistato dopo il 1994 certamente non c’è rischio che sia eternit perché da quell’anno in poi in Italia è stato bandito l’utilizzo.

Se invece la realizzazione è precedente, occorre valutare altre indicazioni.

Si potrebbe prendere in considerazione il marchio di fabbrica per cercare l’azienda se ancora esistente che si è occupata della sua realizzazione e capire se all’epoca dei fatti utilizzasse o meno l’eternit.

C’è anche da considerare che molte volte il tetto e altri elementi strutturali realizzati con il fibrocemento ecologico e più in generale tutti i materiali non nocivi, presentano un cosiddetto marchio ecologico.

Si può procedere con un’ispezione visiva che però tecnicamente è molto complessa da attuare sia per le scarse competenze nel settore sia perché nel caso dei tetti sono difficili da raggiungere o quantomeno comportano un rischio di non poco conto per la propria incolumità fisica.

La migliore opzione possibile per riconoscere i tetti in eternit è rivolgersi a un’azienda specializzata come Fenice Srl – Ecologia Ambiente che mette a disposizione un tecnico qualificato in grado di gestire il tutto correttamente anche da un punto di vista burocratico.

Rimozione tetto in eternit

Rifacimento tetto amianto agevolazioni 2022

Naturalmente occuparsi dell’intervento di bonifica nel tetto oppure eseguire il suo rifacimento, richiede una spesa economica importante.

Fortunatamente lo Stato ha messo in atto negli ultimi anni una politica di sensibilizzazione per i proprietari privati di edifici con amianto oppure con le aziende che dispongono ancora di capannoni e ambienti di lavoro nei quali c’è ampia presenza di un materiale che comporta un rischio per la salute non più accettabile in un’era tecnologicamente avanzata come la nostra.

In particolare, per privati e aziende c’è la possibilità di accedere al progetto Bonifica tetto amianto agevolazione 2022 oppure di fruire di una serie di bonus.

Si può prendere parte al bando INAIL Amianto grazie al quale le imprese possono accedere a un corposo aiuto economico del 65%.

Si tratta di un contributo a fondo perduto per complessivi 370 milioni di euro stanziati dallo Stato.

Il contributo va a coprire tutte le spese che sostenute per la rimozione e lo smaltimento di questi materiali pericolosi e dannosi per la salute e le opere contenitive per l’amianto come l’incapsulamento.

L’obiettivo è sanare la situazione italiana per quanto concerne i capannoni industriali che presentano tetti in eternit.

Entrando maggiormente nel merito di questa misura viene messo a disposizione per ogni singola azienda un contributo massimo pari a 130.000 euro per i progetti di bonifica amianto.

La somma va calcolata nella misura del 65% delle spese sostenute per lo smaltimento e la rimozione dell’amianto.

Per quanto riguarda i privati, c’è la possibilità di accedere a uno dei vari bonus sempre messi a disposizione dallo Stato per chi effettua ristrutturazione o miglioramenti dal punto di vista energetico di un edificio.

Le opzioni a disposizione per la rimozione del tetto in eternit sono tre: Ecobonus, Bonus Ristrutturazione e Superbonus 110%.

La prima tipologia è fruibile nel caso in cui l’intervento di smaltimento dell’amianto venga effettuato nell’ambito di una serie di interventi dedicati alla riqualificazione energetica.

Questa misura è destinata come le altre ai cittadini privati, enti pubblici o privati che non svolgono attività commerciali.

Con l’Ecobonus si ottiene una detrazione fiscale del 65% delle spese sostenute.

In alternativa si può procedere con il Bonus ristrutturazione con uno sgravio del 50%.

Infine, qualora non ci siano le condizioni, è possibile anche prevedere e inserire all’intervento di rifacimento di tetti in eternit un Superbonus 110%.

Come si evince anche dal nome del bonus, permette di ottenere uno sgravio pari al 110%, il che significa effettuare l’intervento con zero spese.

Tutte e tre le opzioni possono essere sfruttate in sede di dichiarazione dei redditi per abbattere i versamenti Irpef e Iva o come sconto fattura e cessione del credito.

Bonifica tetto amianto: Bando INAIL Amianto

Il Bando Inail Amianto è un’imperdibile opportunità destinata alle imprese che vogliono procedere sulla bonifica del tetto del proprio capannone.

Questo strumento consente di migliorare le condizioni di lavoro creando maggiore comfort e tutelando la salute dei dipendenti.

L’aspetto interessante del bando INAIL bonifica amianto è che permette di accedere a una cifra proposta a fondo perduto nella misura del 65% delle spese sostenute e non oltre la soglia di 130 mila euro.

 Per ottenere quest’incredibile opportunità l’azienda deve necessariamente operare sul territorio italiano e appartenere al settore commerciale, industriale, artigianale, agricoltura oppure essere un ente del terzo settore.

Per poter presentare domanda con relativo progetto che va sviluppato da un tecnico qualificato, è necessaria tutta una procedura che può essere gestita anche con lo sportello on-line disponibile sul portale dell’INAIL per cui occorrerà necessariamente registrarsi e produrre tutte le documentazioni che vengono richieste.

Anche per questo genere di impellenze burocratiche che richiedono un iter attuativo ben definito, è possibile rivolgersi a una ditta specializzata come Fenice Srl che si occuperà della gestione burocratica.

Per approfondire

Contattaci senza impegno,  ti seguiremo sin dalla fase di valutazione dell’eventuale presenza e obbligo di smaltire un tetto in eternit per poi eseguire materialmente gli interventi necessari per evitare inutili rischi.

I nostri consulenti sono a tua disposizione per fornirti informazioni utili per la rimozione del tuo tetto in eternit, lo smaltimento e per gli eventuali incentivi. 

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